Artestate

Per la settima volta il gruppo di lavoro Kunst im öffentlichen Raum (KiöR)ha confezionato il progetto estivo GASTRÄUME. Dall’8 giugno al 1° settembre 2019, 17 fra sculture, installazioni e performance possono essere osservate e fotografate in alcune delle piazze di Zurigo, trasformando la città in una sorprendente galleria d’arte a cielo aperto

Si dice che l’approccio tecnico abbia ormai ridefinito l’essenza dell’opera d’arte. È altrettanto vero che il mondo che le gira attorno rappresenti a tutti gli effetti una galleria d’arte e che ogni scorcio di luoghi, frammenti d’oggetti e presenze umane siano opere d’arte integranti. È sufficiente considerare quanto si siano modificati i panorami urbani negli ultimi decenni: l’arte ha svicolato dai luoghi istituzionali dove era ospitata (musei e gallerie) per approdare in città, contaminando e fondendo prospettive altre nell’opera stessa. È arrivata in strada, nei luoghi urbani non convenzionali, palcoscenici gratuiti dove l’artista può forgiare la sua idea e condividere il suo sguardo sulla realtà quotidiana, incontrando un pubblico di massa indifferenziato a cui rivolgere i propri messaggi.

Le “stanze per gli ospiti” organizzate per l’edizione 2019 si sviluppano nelle nelle piazze del centro città, a Zurigo Ovest e ad Altstetten. Tessinerplatz, Paradeplatz, Turbinenplatz, Maagplatz, Steinfelsplatz, Altstetterplatz, Basteiplatz, Lindenhof a cui si affiancano altri indirizzi per l’arte, presentano volutamente dinamiche urbane differenti, in modo che all’arte nello spazio pubblico siano offerte orizzonti e scenari il più possibile eterogenei.

Il collaudato gruppo di lavoro Arte negli Spazi pubblici, capitanato dal curatore e presidente Christoph Doswald, ha invitato istituti d’arte, musei e gallerie a presentare le proprie proposte per l’estate corrente; lavori selezionati poi da una giuria d’esperti che, oltre a Doswald, ha visto la partecipazione delle curatrici indipendenti Pamela Kort (Zurigo) e Juri Steiner (Losanna), dell’artista Tina Braegger (Berlino) e del direttore del museo Rein Wolfs (Bundeskunsthalle, Bonn). Cartelloni pubblicitari mobili, tradizionali sculture in metallo, manifesti d’arte grafica… Queste sono solo alcune delle opere artistiche ideate e sviluppate appositamente per i luoghi scelti per ospitarle. Lo spazio pubblico deve soddisfare molte esigenze oltre ad essere allo stesso tempo altamente simbolico. Quando gli artisti portano nello spazio pubblico argomenti rilevanti per la società come posizioni e dichiarazioni artistiche, incoraggiano i membri del pubblico a prendere posizione su questi temi. All’arte viene attribuita quindi una funzione sociale.La serie di progetti GASTRÄUME offre un invito a testimoniare tali interventi, ai quali lo spazio pubblico è predestinato.

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Colpisce ad esempio anche il confronto dell’arte con le questioni socio-politiche: l’opera Phantom Sculpture di Renata Kaminska (foto sopra) collocata a Basteiplatz non solo commemora il centenario della morte della pacifista Rosa Luxemburg, che si è vista negare ogni riconoscimento nella sua patria d’origine, da quando la Polonia ha iniziato per legge nel 2016 a eliminare i nomi delle strade e le testimonianza pubbliche che ricordano il comunismo, ma afferma chiaramente che lo spazio pubblico deve essere difeso come luogo di memoria collettiva. Mentre HanaHana: Silence of the Hands, il lavoro di Mélodie Mousset a Paradeplatz (immagine di copertina), dimostra che i nuovi media lasciano il segno anche nell’arte. L’artista ha sviluppato un’applicazione che trasforma ogni smartphone e i suoi proprietari in una potenziale opera d’arte. Chiunque scarichi l’app può immergersi nella realtà aumentata e sperimentare un’opera d’arte che, utilizzando l’iconica piazza zurighese come sfondo fisico, esiste solo sul Web. Come negli anni precedenti anche l’edizione 2019 di GASTRÄUME presenta alcuni “ospiti speciali”, fra cui il “walking artist” londinese Hamish Fulton che ha già realizzato un gran numero di “passeggiate” in Svizzera, compresa quella organizzata in occasione di “Art & the City” del 2012, quando 300 partecipanti divisi in due gruppi, si sono incamminati lentamente e silenziosamente partendo rispettivamente da Escher-Wyss-Platz e Werdinsel per poi incontrarsi. Nel Stadelhofer Passage, l’artista mostra ora, attraverso il formato del poster, una selezione di questi eventi performativi.

Ma poiché l’arte contemporanea non è sempre autoesplicativa, anche quest’anno KiöR propone un programma di mediazione, che prevede, oltre a un esauriente opuscolo informativo sulle opere d’arte esposte e i loro autori, anche dei tour guidati da specialisti competenti che incoraggiano il legame tra l’arte e la città di Zurigo.

Augurandovi un’estate all’insegna dell’arte, questi sono invece le mie Top 5 che vi invito a visitare e fotografare.

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Heart di Olaf Breuning a Schiffbauerplatz

È un insolito “monumento” bidimensionale che focalizza l’attenzione di chi lo guarda sul profilo di una testa, nel cui centro ritagliato pende un grande cuore. Motivi che sembrano suggerire nell’emozione provocata dall’amore l’unica cosa che dovrebbe preoccupare l’uomo. Eppure, il naso esagerato, la bocca senza espressione e l’iconico cuore scintillante lasciano supporre che l’artista, conosciuto per le sue opere sovversive, intendesse comunicare tutt’altro. Che forse stia prendendo per i fondelli coloro che speculano sul binomio “love and light”? Instagram tip: mettetevi di lato e attendete che i passanti vengano riflessi in modo tale da ottenere una composizione destrutturata alla Fontanesi

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Heavy Metal Stack Pink West di Angela Bulloch a Maagplatz

A prima vista sembrerebbe una scultura minimalista e geometricamente regolare di colore rosa, ma a un esame più attento l’installazione si rivela provocantemente disordinata. In effetti ognuna delle sei forme romboidi è digitalmente disegnata differentemente, dando ai singoli corpi una vita propria. Un’opera simbolo dei valori utopici che, omaggiando allusivamente la tonalità preferita dall’artista minimale Franz West e reinterpretando sottilmente la Endless Column di Constantin Brancusi, conduce inevitabilmente a esperimenti nel cambiamento della percezione visiva. Instagram tip: per non dover aspettare ore, radunate attorno all’obelisco qualche vostro conoscente vestito dei colori della colonna e il gioco è fatto

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Zócalo del Duelo di Beatriz González a Letten-Viadukt

Se non c’è lutto, non ci sarà pace” afferma Beatriz González, una delle più importanti artiste latinoamericane del nostro tempo. Il suo lavoro consiste in due motivi ripetitivi combinati in gruppi, che si possono trovare anche sui muri della Maaghhalle e in Rämistrasse. L’applicazione piatta, la colorazione ridotta e i contorni dalla grafica semplificata conferiscono al soggetto, due ritratti di donne colpite dal dolore, una parvenza di banalità, ma che possono essere letti come allegorie del lutto derivante dalla violenza provocata dal conflitto armato colombiano durato più di cinquant’anni. Instagram tip: mettetevi di fronte a livello stradale, prima o poi qualcuno, meglio se a testa china, salirà quella scala

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Life is one of the best / This is not a commercial di Veli & Amos a Turbinenplatz

Nei loro interventi arguti e criptici, il duo artistico svizzero-sloveno, riflette sui meccanismi della comunicazione visiva e sulla società dello spettacolo, facendo uso di linguaggi, codici e l’energia dei graffiti e dell’attivismo politico per attirare l’attenzione e i limiti della realtà quotidiana. Come questa struttura bi-facciale montata su un’automobile che ricorda i veicoli pubblicitari visti nei film degli anni Cinquanta. Attraverso una connessione Bluetooth, i passanti possono ascoltare la propria musica attraverso gli altoparlanti montati sul veicolo, rendendo l’installazione interattiva. Instagram tip: recatevi al crepuscolo, è in quel momento che le luci al neon esprimeranno la loro esuberante luminosità

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Seaside di Cristian Andersen ad Aubrugg

Schwamendingen è un comune a nord di Zurigo che sta attraversando un grande mutamento strutturale e sociale. Entro il 2023 il raccordo autostradale che tuttora attraversa il centro abitato scomparirà nel sottosuolo lasciando spazio a un parco che fungerà da barriera fonoassorbente. È proprio sotto l’attuale viadotto, un non-luogo dove scorre un ruscello, dove si riposano ciclisti e dove i proprietari di cani si scambiano quattro chiacchiere, che l’artista ha scelto di posizionare la sua ibrida installazione. Un profilato metallico si erge verso il cielo come l’albero di una barca e porta una sorgente luminosa dalla forma amorfa che immerge in una luce particolare questo punto d’incontro suburbano, dominato dal rumore del traffico. Instagram tip: se non possedete un cane, recatevi in bicicletta, mimetizzandovi alla fauna locale potrete fotografare con più naturalezza

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AG KiöR – GASTRÄUME 2019:   Web   Facebook   Instagram

Tutte le immagini: Courtesy AG KiöR

Si ringrazia per la collaborazione: Sara Izzo

 

 

 

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