Pronto, si gira!

Da quattro anni il Mobile Motion Film Festival, MoMo per gli amici e addetti ai lavori, fa il punto dello stato dell’arte cinematografica tramite dispositivi mobili, andando a caccia di nuovi talenti, capaci di scavalcare convenzioni, etichette e costrizioni economiche o produttive. La sua più recente edizione, tenutasi il 9 e 10 giugno al cinema KOSMOS di Zurigo, ha confermato come la possibilità di girare interi film con il solo utilizzo di smartphone, tablet o GoPro stia diventando sempre più una realtà professionale

Film girati col telefonino, che ormai squilla ovunque, rubando la vita, come l’ultimo anello del cinema verità. Sono quelli proiettati il week-end appena trascorso nell’ambito del 4° Mobile Motion Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata alle storie, fiction o doc, filmate con l’oggetto più omologante, tecnologico e apolitico presente sul mercato. Fra la ventina di festival che la città annualmente propone, MoMo è di gran lunga il più breve ma anche il più intenso, sapendo magistralmente condensare nello spazio di un fine settimana un cartellone ricco di proiezioni, talk, master class e workshop. Il merito va ad Andrea Holle e Simon Horrocks, dinamico duo zurighese che, grazie a un peculiare intuito creativo, nel giro di un solo quadriennio è riuscito a creare quello che la BBC World News non ha esitato a definire come “uno dei più interessanti ed emozionanti eventi” del panorama cinematografico mondiale.

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Andrea Holle © Fausto Colombo

“Abbiamo voluto creare un festival che offra parità di condizioni a registi interessati più al talento, all’ingenuità, all’innovazione e alla creatività, piuttosto che alle regole del botteghino”, raccontano. “Partendo dal presupposto che chiunque in possesso di un provocante concetto o una storia commovente possa fare un grande film, il nostro obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico quei nuovi talenti capaci di utilizzare con disinvoltura uno strumento così semplice e facilmente disponibile, quanto trascurato: il telefono cellulare”. E sulla sua efficacia e poesia non ci sono dubbi. Riprendere le persone col telefonino evita il timore reverenziale che molti hanno ancora per cineprese e telecamere, che rendono artefatti volti e pensieri. Anche se è fuori posto parlare di bello o brutto. Certo è necessario.

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You Have Been Chosen (sopra) e High Fantasy (sotto) © Fausto Colombo

Già, necessari. Come i due film invitati d’onore e girati con l’oggetto più trendy e adulato dai mass media: You Have Been Chosen di Simon Horrocks (13′ – Galaxy S8) e High Fantasy di Jenna Brass (71′ – iPhone 7s ). Il primo narra di una donna che scarica, più per curiosità che convinzione, un’applicazione che promette di darle vantaggi lavorativi e sentimentali prendendo le decisioni al posto suo. Il secondo racconta di un gruppo di giovani amici in campeggio nelle praterie sudafricane che, dopo essersi svegliatisi una mattina, scoprono di aver scambiato il proprio corpo con quello di un altro. Ma anche come i 13 cortometraggi finalisti selezionati, fra le centinaia partecipanti al concorso, dall’occhio attento di una giuria specializzata, proiettati nella magica cornice della Kulturhaus KOSMOS, ritrovo vivace e cosmopolita per tutti gli appassionati di cultura e conoscenza, e premiati nel corso di una serata presentata dalla conduttrice radiofonica e televisiva Monika Schärer, a conclusione di una giornata, ricca di ospiti internazionali.

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Talk “Meet the Makers”, Courtesy Mobile Motion Film Festival

Dateci un’idea e solleveremo il mondo” sembrano affermare all’unisono Simon Helbling, Sandeep Abraham, Trim Lamba, Salma Amir Salem e Nadia Holdener, registi e storyteller relatori del talk “Meet the Makers”. Il mondo è quello dell’evoluzione cinematografica. Una ri-voluzione che sta coinvolgendo la produzione video declinata in tutti i suoi media: dalla televisione al cinema, dalla pubblicità al web. Se fino a una manciata di anni fa, senza l’adeguata attrezzatura, le competenze tecniche e soprattutto gli investimenti adeguati era impossibile pensare di poter realizzare un prodotto dignitoso, tanto meno uno di qualità professionale, oggi gli incredibili sviluppi della tecnologia ci regalano gioielli digitali all’avanguardia in grado di realizzare prodotti eccellenti. Facilmente accessibili a chiunque e ancora più facilmente utilizzabili, questi strumenti portano in luce la centralità delle idee.

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Jason van Genderen © Fausto Colombo

Strumenti che, per il loro impatto, potrebbero potenzialmente dare il via a un nuovo movimento cinematografico come lo furono il Cinéma du look (1980), in New Queer Cinema (1990), il Dogma 95 (1995) o il Mumblecore (2002). È la convinzione dell’australiano Jason van Genderen, relatore del talk “The Rise of the Filmbreaker Movement”. Narratore digitale con la sua società di produzione con sede a Sydney ha aiutato marchi digitali internazionali a raccontare le loro storie, mentre i suoi cortometraggi hanno vinto premi in importanti festival internazionali. Nel marzo 2018 Jason ha lanciato il movimento #Filmbreaker, raccogliendo già quasi 30’000 sottoscrizioni, finalizzato a rappresentare gli interessi di una nuova rivoluzione cinematografica accessibile e democratica.

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You’re a Guy! diretto da Sylvain Certain e vincitore del Premio del Pubblico @ Fausto Colombo

Ma se per qualcuno le nuove possibilità tecnologiche offrono una via privilegiata per farsi conoscere e magari avvicinarsi a un certo ambiente di lavoro, per i professionisti del settore sono un interessante stimolo alla sperimentazione. Smartphone e macchine fotografiche digitali sono già comparse sui set come sostituti delle macchine da presa. Ne sono nati cortometraggi, videoclip e addirittura film degni di nota. “Penso che l’iPhone sia il futuro. Chiunque vedrà questo film non avrà idea dei retroscena della produzione, ovvero che è stato girato con un telefono”. Ad affermarlo è Steven Soderbergh, regista (ma anche produttore cinematografico, direttore della fotografia, montatore e sceneggiatore) statunitense che quest’anno ha realizzato un horror girato con un iPhone. Classe 1963, Soderbergh è uno dei più acclamati cineasti americani, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes per il cult Sesso, bugie e videotape,    e dell’Oscar per la miglior regia con Traffic, che col terrificante Unsane ha voluto ancora una volta mettersi alla prova. Al di là della sperimentazione, una conferma della potenza dei dispositivi mobili nel mondo odierno: “Utilizzare l’iPhone è stata una delle esperienze più liberatorie che abbia mai avuto come regista e che continuo ad avere. Le sensazioni che ho provato un minuto dopo l’altro sono state così significative che, per me, questo è da considerarsi come un nuovo capitolo”. Il nuovo capitolo di MoMo, il 5° per la precisione, verrà presentato a ottobre, quando saranno aperte le iscrizioni per l’edizione 2019. 

Immagine di copertina: Courtesy Mobile Motion Film Festival

 

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