Riformattazione

Oggi, 500 anni fa. Era infatti il 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi, punto di partenza di un movimento all’origine di profondi cambiamenti spirituali e politici. Le commemorazioni per il cinquecentenario della Riforma avranno un eco particolare anche a Zurigo, città di una delle figure storiche del protestantesimo: Huldrych Zwingli

Sono pochi gli eventi storici che hanno cambiato l’Europa e la Svizzera quanto la Riforma Luterana, quel movimento religioso, politico e culturale che, portando alla frattura della cristianità, sconvolse il mondo orientandolo su nuovi percorsi. Figura centrale della nascita del movimento protestante fu il frate agostiniano Martin Lutero, da cui prende il nome la Riforma. Per le sue idee e per il movimento che mise in piedi, Lutero fu in seguito scomunicato come eretico dalla Chiesa di Roma. Tra gli aspetti della religione contro cui si scagliò maggiormente Martin Lutero vi fu la dottrina delle indulgenze, secondo cui un cristiano aveva la possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze di un peccato (detta pena temporale), attraverso la confessione. La riforma protestante contestò tale dottrina sostenendo che essa non aveva solido fondamento nella Bibbia. Nel mirino anche la messa in latino che escludeva la maggior parte della popolazione dalla comprensione della parola di Dio. Sebbene circolassero, infatti, le traduzioni in volgare non erano mai state prese in considerazione dalla Chiesa. Martin Lutero criticò inoltre la corruzione del clero, accusandolo di nepotismo, di concentrarsi sulle attività mondane e di perseguire obiettivi politici ed economici.

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C’è un nuovo sceriffo in città

A Zurigo, la Riforma ha avuto il via con l’arrivo di Huldrych Zwingli (italianizzato in Ulrico Zuinglio) e il suo annuncio di una nuova interpretazione della Bibbia. Diventato il sacerdote del popolo presso la cattedrale Grossmünster riformò la Chiesa e la vita della collettività. Zwingli condivideva il punto di vista di Martin Lutero, secondo il quale tutto ciò che non corrispondeva alla versione originale delle sacre scritture doveva essere bandito dalla vita religiosa. Fece così abolire dalle chiese le immagini dei santi, i canti sacri e la Quaresima e predicò contro la venerazione di reliquie, il celibato e l’eucaristia, ponendo fine anche al commercio delle indulgenze e ai mercenari. Successivamente a Zurigo vennero applicate rigide leggi del buoncostume: indumenti accollati, ripartizione dei ruoli, obbligo di partecipare alla messa domenicale e chiusura delle osterie alle nove di sera. A prima vista sembrerebbero regole oltremodo severe e negative, ma fu proprio grazie a esse che vennero gettate le basi per la Svizzera benestante che conosciamo oggi. Zwingli promosse una nuova etica lavorativa (impegno, disciplina, risparmio e frugalità) e introdusse anche un sistema di assistenza sociale per prendersi cura dei più poveri e degli emarginati. Nei secoli successivi fabbriche, commercio internazionale e nuove industrie si insediarono esclusivamente nelle aree protestanti, mentre i cantoni cattolici continuarono a essere plasmati da misere aziende agricole, cedendo il proprio magro reddito alle sfarzose chiese cattoliche.

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Alles gute zum Geburstag

Ma in che modo si festeggiano i 500 anni di una Riforma? Semplice, iniziando con l’irrinunciabile taglio della torta, avvenuto il 4 ottobre scorso allo Schiffbau di Zürich-West quando Barbara Weber e Martin Heller, curatori di 500 Jahre Zürcher Reformation, associazione costituitasi per l’occasione col supporto della Città e del Cantone di Zurigo e delle rispettive Chiese Riformate, hanno presentato un calendario di appuntamenti che si estenderanno fino all’inizio de 2019 in occasione di un secondo cinquecentenario: quello della prima predica di Zwingli dal pulpito della Grossmünster. Il progetto è di quelli ambiziosi e vede la collaborazione non solo di grandi istituti culturali, scientifici ed educativi ma anche di artisti, interpellati per interpretare gli allora sconvolgimenti riformatori rendendoli accessibili al grande pubblico. Un articolato e variegato programma la cui originalità è comprovata già dalle prime tre iniziative novembrine. Il video gioco (re)format Z, avventura digitale concepita da Moritz Zumbühl dei Blindflug Sudios e scaricabile da domani, il simposio Denkfest organizzato dall’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori e ospitato questo week-end presso la Volkhaus e la rappresentazione all’Opernhaus Zürich dell’Ascesa e caduta della città di Mahagonny, opera musicale teatrale in tre atti nata dalla collaborazione tra il drammaturgo Bertolt Brecht e il musicista Kurt Weil, con l’intento di denunciare la degenerazione della società del tempo ma anche preannunciare la società consumistica del XXI° secolo. La Riforma: 500 anni e non li dimostra!

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Immagine di copertina di Lukas Gansterer, courtesy: ZH-REFORMATION. Logo di chiusura Zwingli-R courtesy: Evangelisch-reformierte Landeskirche des Kantons Zürich.

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